Alla ricerca delle origini

Ogni castello nasconde almeno un mistero. Non fa eccezione il Castello di Formigine. Che cosa c’era prima della sua fondazione? È nato prima il castello o l’abitato? Questi gli interrogativi a cui l’archeologia ha dato nuove risposte.

Dal 1998 al 2006, il castello e il parco interno si sono trasformati in un grande cantiere a cielo aperto. Anno dopo anno, strato dopo strato, gli studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, diretti dall’archeologo medievista Sauro Gelichi, hanno portato alla luce l’antica chiesa di San Bartolomeo e il cimitero circostante, poi il borgo basso-medievale (XIII-XIV sec.) e infine le fasi di vita precedenti la fondazione del castello. La prova decisiva: il ritrovamento di una piccola moneta coniata dalla zecca di Pavia del 962-977 d.C.

Anche applicando le moderne tecniche di analisi scientifica del DNA, conosciamo degli abitanti medievali il sesso, l’età alla morte e alcune caratteristiche fisiche, le malattie di cui soffrivano.

Ogni tassello, ogni oggetto e ogni frammento ci restituisce l’immagine della comunità rurale raccolta attorno alla chiesa. Accanto a questa comunità, nel XIII secolo, il Comune di Modena edificò il nostro castello. Oggi sappiamo anche che questa comunità diede vita a un insediamento con edifici, strade e piazze e che questo abitato venne poi demolito tra XIV e XV secolo, quando i signori Pio trasformarono la fortificazione in propria residenza.

Dell’abitato medievale è tuttora visitabile, nel parco del castello, lo scavo archeologico della pieve di S. Bartolomeo e del cimitero.

Il racconto di questa affascinante indagine è disponibile nel Museo interattivo e multimediale del castello.

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